Angelo Colagrossi "Caos e decorazioni" alla galleria Edarcom Europa

Dal 1° al 22 dicembre la galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa ospiterà presso la sede di via Macedonia, 16 a Roma, una mostra personale di Angelo Colagrossi intitolata “Caos e decorazioni”.

La mostra raccoglie circa 25 opere rappresentative della più recente produzione del Maestro. A pochi mesi dalla grande personale ospitata nelle sale della Palazzina Azzurra a San Benedetto del Tronto, Colagrossi torna ad esporre nella sua città, Roma. Carlo Fabrizio Carli, nel testo di presentazione pubblicato in catalogo, scrive che “Colagrossi imposta di getto il quadro (dal punto di vista della tecnica, egli impiega colori acrilici su tela), senza correzioni e ripuliture; anche se poi la fase di rifinitura può riuscire spesso più elaborata. Lo attestano il ricorso al graffito sulla vernice ancora fresca, il rilevamento materico per le stesure successive, l’abrasione della pellicola cromatica; ma anche l’impiego di un repertorio, che verrebbe istintivo definire compendiario, di fiori stilizzati ed altre presenze di valenza decorativa. Le icone figurali rilevano caratteri di forte sinteticità, grazie anche al colore impiegato in funzione strutturante. Ci si trova in presenza di pittura d’immagine, certo, e quanto meno di ascendenza propriamente realista, che, non di rado, tuttavia, vede il registro espressionistico aprirsi a contiguità con attitudini informali. E proprio in questa problematica linea di crinale tra l’immagine e il suo offuscamento è lecito scorgere l’eredità dell’importante frequentazione che l’artista ha intrattenuto in passato con la vicenda figurativa di ambito romano, di matrice espressionista e non estranea talvolta a suggestioni in direzione informale. In particolare, tanto per evocare dei referenti concreti, nei confronti di forti personalità quali un Ennio Calabria - in primo luogo - e un Ugo Attardi. ”.

Nell’altro scritto pubblicato in catalogo Andrea Romoli Barberini afferma che “l’interrogativo che Colagrossi pone ora alla base del proprio lavoro è se attraverso l’arte si riesca ad attivare una visione più complessa e consapevole della realtà. Egli è infatti convinto che l’indagine artistica può, se ne ha la volontà, suscitare un nuovo interesse sulle grandi questioni del presente, rivelarcene l’essenza e rivelarci a noi stessi.”, e ancora “similmente a tanti altri artisti che usano la pittura come strumento di analisi per esprimere le più intime reazioni alle aggressioni del presente, anche le opere di questo artista vanno lette come testimonianze, appunti diaristici della quotidianità più prosaica che attraverso la lente deformante di una sensibilità oltraggiata, assumono il valore di istantanee di una sofferta condizione emotiva, visioni interiorizzate dal forte connotato lirico in cui la vena affabulatoria è andata via via svanendo” . Il catalogo che accompagna la mostra è inoltre corredato da un’ampia antologia critica.

Mostra Personale di Marta Czok

Dal 4 al 20 novembre 2005 la galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa ospiterà presso la sede di Via Macedonia, 16 a Roma, una mostra personale dell’ artista Marta Czok. A pochi mesi dalla grande antologica ospitata nelle sale del polo museale di San Salvatore in Lauro a Roma, Marta Czok presenta in questa personale circa 40 opere rappresentative della produzione degli ultimi due anni.

Alida Maria Sessa, nel testo di presentazione pubblicato nel catalogo che accompagna la mostra, scrive che “L’osservazione diretta ed immediata della vita trova nell’artista polacca la capacità di resa e di aderenza al fluire delle reali emozioni. Marta ha capito molto presto che la storia esiste e non esiste, perché il tempo scorre e si articola in una catena di contingenze, senza riuscire ad alterare, né a domare l’irriducibile desiderio di andare oltre, che a ben guardare è ciò che fa di ognuno di noi un unicum prezioso. I suoi interni domestici, i suoi trittici sapienti, spalancano una scena che forse non abbiamo vissuto così, eppure esiste nell’inconscio di ognuno ed è un evento senza limiti perché l’assonometria della casetta monofamiliare, persa tra le vie di un polo industriale, è solo una possibile chiave per capire tutto quello che accade realmente dentro di noi mentre viviamo una vita di rassicuranti apparenze: l’esistenza parallela, il sogno che ci abita, il daimon che si muove su dei trampoli visionari e smuove i nostri pensieri fino a disegnarci la vita”.

"I luoghi del tempo" - Mostra personale di Mario Ferrante

Dal 29 ottobre al 13 novembre 2005 la galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa ospiterà presso la sede di Via Macedonia, 12 a Roma, una mostra personale del Maestro Mario Ferrante intitolata “I luoghi del tempo”.

La mostra raccoglie circa 30 opere rappresentative della più recente produzione. Gabriele Simongini nella presentazione in catalogo della personale “Moving people” tenutasi nel 2002 sempre presso la galleria Edarcom Europa, scriveva che “partito dallo sfogo virtuosistico di una materia impeccabile e levigata messa in corto circuito con temi mitici, dal sapore antico, Mario Ferrante ha poi deciso di gettar via le vesti accademiche per tuffarsi pienamente, ma con le bombole piene di ossigeno della memoria, nel magma della contemporaneità, della frenetica vita metropolitana, delle lunghe autostrade popolate dalla solitudine, dall’emarginazione sofferta nel mezzo delle folle, della disinibita sarabanda notturna e urbana in cui si mescolano libertà, esibizionismo, alienazione”. E proprio da quel “tuffo”, l’opera di Ferrante è andata crescendo nutrendosi di nuovi colori (sempre più grassi e brillanti grazie all’utilizzo della spatolata), di nuovi racconti (splendida la forza espressiva dei direttori d’orchestra), fino ad “approdare” nelle dimensioni urbane che ancora e sempre meglio egli descrive nei momenti che tutti conoscono per avervi vissuto parte del loro tempo. Appunto “i luoghi del tempo”.

"Corpi da strada" - Mostra personale di Piero Mascetti

Dal 1° al 22 ottobre 2005 la galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa ospiterà presso la sede di piazza dell’Alberone, 6 a Roma, una mostra personale del Maestro Piero Mascetti intitolata “Corpi da strada”.

La mostra raccoglie circa 25 opere rappresentative della produzione degli ultimi due anni. A pochi mesi dalla grande personale ospitata nelle sale dell’Archivio di Stato a Milano, Mascetti torna ad esporre nella sua città, Roma.

Carlo Fabrizio Carli, nel testo di presentazione pubblicato in catalogo, scrive che “Piero Mascetti merita di essere annoverato tra i pittori di città, anche se nei suoi quadri - spesso di grandi dimensioni, il formato in cui l'artista più si esprime a suo agio - gli scenari architettonici non sono protagonisti, anzi neppure immediatamente riconoscibili. La città, sembra volerci suggerire il pittore, non è fatta soltanto di volumi e di quinte edilizie, ma in primo luogo della vita multiforme e concitata che si svolge nelle sue strade. Vita di uomini e di macchine; di relazioni e di scambi; di luci e di segnali; luogo per antonomasia della comunicazione, in cui si accumulano, con ritmo vorticoso, informazioni e stimoli retinici. Una città, una metropoli che non si scorge direttamente nei fisici lineamenti, ma che tuttavia, nell'esistenza quotidiana e in questi quadri, vive la sua esistenza febbrile, ed è Roma”.

Gli fa eco Andrea Romoli Barberini, nell’altro scritto pubblicato, dove afferma che “Piero Mascetti è evidentemente un pittore visionario, ma la sua immaginazione, in realtà, non è poi così diversa dall’occhio che mai vede una sola cosa ma sempre un contesto, un insieme. E questo vedere mentale, ampio e profondo, in cui tutto sembra incredibilmente indeterminato e tangibile, si proietta sulla tela in forme ambigue, evanescenti, che paiono invitare l’osservatore ad intraprendere il piacevole gioco delle analogie formali finalizzato all’individuazione delle latenze figurali”.

Il catalogo che accompagna la mostra è inoltre corredato da un’ampia antologia critica.